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Napoli incontra Tokyo. Il 13 dicembre 4 mani con lo chef stellato Giuseppe Molaro

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Napoli-Tokyo andata e ritorno. Nell’elegante “1Q84” di Villaricca il ritorno in patria dello chef stellato napoletano Giuseppe Molaro per un “4 mani” da non perdere.

È un continuo intreccio di culture, di arti e di mondi diversi. Un intreccio in cui le radici hanno un ruolo fondamentale. Napoli abbraccia il Giappone. E viceversa.

Il prossimo 13 dicembre, un figlio della provincia di Napoli, un’eccellenza partenopea, Giuseppe Molaro, giovane executive che ha conquistato la stella Michelin a Tokyo, tornerà in patria per un suggestivo “4 mani”.
Nell’elegante 1Q84 di Villaricca, il ristorante fusion giapponese che prende il nome del romanzo dello scrittore nipponico Murakami. Un evento esclusivo ed elegante all’insegna della contaminazione e dei contrasti, in cui le radici classiche incontrano le tecniche moderne. Un evento che sarà trasmesso in live streaming sulla celebre piattaforma “The Best Chef”.

Il giovane executive della provincia di Napoli lavorerà gomito a gomito con lo chef di casa Salvatore Sodano
Giuseppe Molaro, l’executive che cerca sempre di portare un po’ della sua Napoli in ogni suo piatto, lavorerà infatti gomito a gomito con il creativo e tenace Salvatore Sodano, lo chef di casa che si diverte ad alternare i tratti più intimamente personali della cucina tradizionale napoletana con le contaminazioni francesi e asiatiche. «Sono entusiasta per l’evento – ha commentato lo chef Salvatore Sodano – Ringrazio “1Q84” per l’opportunità di lavorare ‘a quattro mani’ con un altro executive di spessore e ringrazio le partnership che contribuiranno e rendere speciale la serata. Da “The Best Chef” a “Puiatti”, senza dimenticare “San Pellegrino”, “Fazi Battaglia”, “Bertani” e “Factory».

Tanti ospiti, partenership, artisti e collaborazioni: una serata da non perdere
Nelle prossime ore, sul sito e sulla pagina social della location, saranno rese note ulteriori informazioni sul menu e sulle modalità di prenotazione per la serata, che si preannuncia ricca di sorprese, partecipazioni artistiche e novità. Ad accompagnare il “4 mani” la partecipazione del noto mixologist Pietro Giavotto e la performance dell’unico artista che in Italia suona shamisen. Molto più di un semplice ristorante: ancora una volta il “OneQEightyFour” di Villaricca si conferma vero e proprio epicentro culturale del Napoletano con ospiti d’élite.

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Adrien Marco Trio. Passione e ed emozione in chiave Gipsy il 6 Dicembre

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Di radici italiane, Adrien Marco è un chitarrista della Yonne, che inizia a 17 anni. Autodidatta, ha iniziato la chitarra scoprendo accidentalmente la musica Django Reinhardt. Un incontro favoloso e uno stile musicale in cui trova una parte della sua personalità: della passione, dell’emozione, della libertà e del piacere dello scambio.
Dopo questo coup de coeur, sceglie naturalmente questo percorso musicale, per poi orientarsi verso il gioco della comunità Sinti, un tipico gioco Gypsy: molto vivace, aereo e preciso, in cui la musica è pura lingua, un linguaggio a sé stante. Nel tempo incontra famiglie di viaggiatori e si evolve con loro. Questi bellissimi incontri lo rafforzano per evolversi sempre con questa musica ricca, con favolosi scambi ed emozioni.

Vive a Parigi, ha anche il piacere di incontrare musicisti di talento come il rinomato Samy che gli darà i suoi primi concerti a Parigi, così come la famiglia Brunard: Christophe Brunard, e William Brunardwith che ha suonato regolarmente. Il concerto anche con il bar Kamlo, Frangy Delporte. Incontra anche il percorso dei buoi dei grandi maestri dello stile come Angelo Debarre, Tchavolo Shmitt e molti altri.

Ha creato il suo primo gruppo Ketelosin 2005, che è diventato pochi anni dopo. Gruppo emergente dalla Yonne Con il mitico cabaret della sosta a Migennes, lì ha cantato Edith Piaf, Jacques Brel. Successivamente ha fondato Adrien Marco Trio nel 2008. È accompagnato da Adrien Ribat In chitarra ritmica o Titi Hagg e Mathieu Chatelain. e a Maxime Ivachtchenko sul contrabbasso.

Da quel momento, il trio spumeggia dappertutto in Borgogna, e così fa la prima parte di grandi nomi comeSanseverino.
Nel festival eclettico del 2010, poi Adrien Marco viene invitato da Ricky Ford a realizzare la prima parte di Bobby FewThe Toucy Jazz Festival nel 2012. The lo stesso anno, il giovane chitarrista si è trasferito a Boston (MA) invitato da Andrew Laurence per partecipare al DjStival Django di giugno.

Grande settimana durante la quale ha suonato con chitarristi come Denis Chang (Quebec), Paulus Schaffer (Olanda), Olli Soikelli (Finlandia), Stephane Wrembel (Stati Uniti). Nel novembre 2014, la prima parte del gruppo “Le dita dell’uomo” nella Flint Room di Auxerre. “

Il chitarrista riconosciuto continua il suo viaggio per un totale di oltre 900 concerti e eventi importanti, come la registrazione con Ricky Ford In studio per l’album di un amico in comune. Ora Adrien Marco e il suo trio sono in cima ai festival di poster come Gipsy Jazz Festiva (2018), al fianco del romanista Yes Ninine Gallagher.

Sebbene profondamente legato al gioco gypsy, in particolare allo stile chitarristico Django Reinhardt, Adrien Marco è influenzato da altri stili di musica, dall’hip hop americano alla musica funk, dal jazz alla musica classica e dalla canzone italiana. Si lascia anche impregnare con altri grandi chitarristi come Georges Benson, Joe Pass, Luis Salinas, o anche Costa Lucacks, a cui rende omaggio nel suo album di debutto “Oei winkl” pubblicato nel 2013. Ha anche pubblicato l’album «Voyages».

Nel 2016, opus molto ricco, e accolto con entusiasmo dalla critica (Cfr. “Recensioni degli album”).

Ciò che uscirà dal gioco di Adrien Marco sono tutte le sue influenze, ma anche un grande piacere nel suonare questa musica, un desiderio primordiale di ottenere le sue emozioni attraverso le note.

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Duved Dunayevsky Quartet live @ 1Q84 il 15 Novembre

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Chitarrista, compositore e leader della band, Duved Dunayevsky affascina il pubblico con la sua coinvolgente visione musicale.
In Israele, ha preso la chitarra all’età di dodici anni. Dopo aver scoperto la musica di Django si è dedicato completamente alla padronanza del suo stile di gioco, guadagnandosi una reputazione in tutto il mondo per la sua capacità di canalizzare il suono di Django.
Nel 2015 ha ricevuto il visto di “Talent and Competence” dal governo francese e si è trasferito a Parigi. Ha creato “Duved’s Hot Five” un ensemble che è fedele al suono e alla sensazione della “Quintette du Hot Club de France” e “Duved’s Pre-Bop Orchestra” una band di dieci musicisti che suona composizioni originali influenzate dallo swing e dalla musica classica, registrando e suonando con entrambi.
Il suo modo di suonare magistrale e la sua voce unica sono stati riconosciuti da altri musicisti ed è regolarmente invitato a esibirsi e a tenere masterclass in tutta Europa e negli Stati Uniti.

1Q84, incontrarsi in cucina. Il 9 novembre quattro mani con gli chefs Sodano e Stanzione

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Un appuntamento da non perdere il 9 Novembre al 1Q84. Fusion filosofica tra gli chefs Sodano e Stanzione.

Ci chiediamo spesso cosa accade quando si fondono armoniosamente le cucine di due grandi chef? Si dà vita ad una serata che diventa incontro, confronto e condivisione.

Giuseppe Stanzione e Salvatore Sodano, gomito a gomito, per portare a tavola tutta la loro passione e le migliori proposte culinarie. Da un lato la forte impronta territoriale del nostro chef che, con tenacia e creatività, si diverte ad alternare i tratti più intimamente personali della cucina tradizionale, alle contaminazioni francesi e asiatiche; dall’altro, i sapori intensi della cucina rivisitata di Giuseppe Stanzione, in cui la tradizione gioca con le influenze dal mondo, realizzando abbinamenti dai profumi riconoscibili.

Una cena dedicata all’eleganza, alla leggerezza e ai contrasti di gusto in cui le radici classiche incontrano le tecniche moderne, delineando la pulizia e la raffinata armonia dei sapori in ogni singolo passaggio.

 

Info e dettagli qui

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Emilia Zamuner giovedì 8 Novembre live @ 1Q84

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1Q84 diventa luogo di incontri magici:

Da un lato, una delle più talentuose cantanti sulla scena jazz italiana e internazionale, Emilia Zamuner, dall’altro, Zak Trio, il gruppo nato intorno alla rilettura di brani del repertorio francese e argentino, insieme in “Medianoche en Buenos Aires”, un viaggio interiore in cui le possibilità di ogni singolo strumento vengono spinte ai limiti, non solo virtuosisticamente ma anche timbricamente, coinvolgendo lo spettatore in una ricerca continua di colori e atmosfere. Violino (Giuseppe Carotenuto), Fisarmonica (Rocco Zaccagnino) e Contrabbasso (Gianluigi Pennino) tra divagazioni e sonorità soavi, in un armonico dialogo con il canto jazz e con la possibilità di poter improvvisare, scoprendo ogni volta qualcosa di nuovo e ritrovandosi magari in Galliano o Piazzolla…

 “Ho imparato prima a leggere le note poi le lettere”

Emilia Zamuner è stata proclamata miglior giovane talento nel Premio Massimo Urbani e nel Premio Vitavita e ha avuto modo di collaborare con grandi del panorama musicale italiano internazionale come Furio di Castri, Emanuele Cisi, Elisabetta Serio, Massimo Moriconi, Massimo Manzi, Piero Frassi, Pietro Condorelli, Giulio Martino, Marco Sannini, Carlo Lomanto, Giuppi Paone, Andrea Rea, Mino Lanzieri, Daniele Sorrentino, Massimo Del Pezzo, Elio Coppola, Antonio Capasso e tanti altri.

Policy prenotazioni

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DRESS CODE: Formale/Elegant

SCELTA TAVOLI: In nessun caso sarà possibile scegliere l’ubicazione del tavolo. La Direzione si riserva tale diritto tenendo conto delle esigenze logistiche della struttura. Nella sala MURAKAMI, al primo piano viene proposto solo il menù Gourmet , mentre nel sushi bar al piano terra il menu del Master-Sushi . Eventuali diverse esigenze vanno preventivamente concordate con la direzione.

GRUPPI: Per gruppi superiori a 6 persone, nella sala MURAKAMI, è richiesta la scelta di uno dei nostri Menù
degustazione. Nel Sushi bar al piano terra non ci sono vincoli di menu legati al numero di prenotati.

BAMBINI: Accogliamo con piacere i bambini di età superiore a 8 anni

ANIMALI: Il nostro è un locale Pet-Friendly. Vi chiediamo soltanto, in fase di prenotazione, di comunicarci la razza e la taglia del vostro amico a quattro zampe e di garantire che sia abituato a stare in posti pubblici senza creare disagi. Comunicateci anche il suo nome per consentirci di accoglierlo e farlo sentire da subito come se fosse a casa sua. (All’occorrenza possiamo fornire ciotole per l’acqua o per le crocchette. Avvisateci se avete bisogno di altro).

TOLLERANZA RITARDO: La prenotazione è valida con una tolleranza fino a 30 minuti dopo l’;orario prefissato, non oltre le 14.30 a pranzo e le 23.00 a cena. Per ritardi superiori ai 30 minuti non sarà più garantita la prenotazione.

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Sergio Bruni day 2018

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#Sergiobruniday2018

Arte, musica e peccati di gola

Anche quest’anno il 15 settembre, giorno della nascita del maestro Sergio Bruni, inonderemo la piazza di Villaricca, suo paese natale, con il suono delle sue piu belle melodie. Anche voi siete invitai a farlo condividendo un pensiero o una canzone sotto l’hashtag #SergioBruniDay2018. La sera con la partecipazione della signora Bruna Chianese, figlia del maestro, ci sarà una cena di gala su invito nel ristorante 1Q84 a cui parteciperanno tantissimi artisti della canzone, del cinema e del teatro.

Rivivi tutti i momenti

Lorenzo Vitolo Trio live set al 1Q84

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Storia

Il Lorenzo Vitolo Trio è composto dal pianista Lorenzo Vitolo, da Gabriele Pagliano e Lucio Miele. Studiano insieme da tempo, al fine di migliorare sia come gruppo che come singoli musicisti. Il trio si ispira alle sonorità della musica afroamericana, del be-bop e del jazz contemporaneo. I componenti hanno tutti una formazione classica che influenza il loro modo di suonare jazz e di arrangiare.

Il trio proporrà brani originali e riletture molto personali di brani del repertorio jazz internazionale.

Note biografiche

Lorenzo Vitolo nasce a Napoli nel 1998.
Giovanissimo si avvicina al jazz ed alla musica classica.
Laureato con Lode, e menzione speciale in Pianoforte classico, al Conservatorio di “Musica San Pietro a Majella” di Napoli nell’aprile 2017. Conquista il 2°posto al “Premio Internazionale Massimo Urbani” e partecipa al Parmigiani Montreux Jazz Piano Solo Competition, unico musicista italiano tra i finalisti del prestigioso concorso.
Vincitore inoltre dei concorsi:
Festival Nazionale ed Europeo dei Conservatori di Musica 2017 (in trio)

-“Chicco Bettinardi”1° premio cat. Solisti e Premio del Pubblico nel 2014

-“Conad Jazz Contest” 2013 in trio 

-“Giovani in Jazz” del Janula Jazz Festival 2014 (1° premio in trio).

– Pianista del gruppo dei migliori allievi dei Seminari di Nuoro Jazz 2013.

– Vincitore di numerose borse di studio al PIMU, Nuoro Jazz e Siena Jazz Dal 2012 suona in Festival Jazz internazionali come Umbria Jazz, Time in Jazz, Nuoro Jazz, Piacenza Jazz Fest, Janula Jazz Festival, Pozzuoli Jazz Festival, Europafest 2017 a Bucharest, San Leo Music Fest 2017.
Suona regolarmente in piano solo, in trio.

Gabriele Pagliano Laureato in contrabbasso nel 2015 nel conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno con votazione 110/110; Ha frequentato diverse masterclass. Vincitore del concorso Jacopo Napoli, sez. formazioni jazz.
Ha aperto diversi concerti di artisti importati come Paolo Fresu, Dado Moroni e Gaia Cuatro;
Attivo anche in ambito classico, avendo svolto intensa attività concertistica con l’orchestra a plettro campana del M°Mauro Squillante, oltre che nella musica antica, con la formazione Antica Consonanza, e nella musica per teatro, collaborando con l’associazione Arte Tempra di Clara Santacroce e Renata Fusco.
Inoltre nel 2016 si è esibito in vari jazz festival, tra questi al Pozzuoli Jazz Festival 2016 e all’EuropaFest 2017 a Bucharest.

Lucio Miele Studia al conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno, laureandosi in percussioni nel 2012, Si perfeziona frequentando il corso di alta formazione in percussioni presso l’Accademia Santa Cecilia a Roma. Partecipa a varie masterclass di batteria e percussioni con molti musicisti internazionali. Si è esibito sotto la guida di direttori di fama mondiale (fra gli altri Riccardo Muti e Daniel Oren).
Ha partecipato a varie masterclasses di batteria e percussioni.
Si è esibito sotto la guida di direttori di fama mondiale (fra gli altri Riccardo Muti e Daniel Oren). Tournée inCina con l’orchestra Eufoniarchè 2016/2027.
Nel 2013 è iniziata ha collaborazione, ancora attiva, con l’Ensemble Zenit, con i quali suona molto brani del repertorio solistico/contemporaneo per percussioni.

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Antonio Izzo 4et. Notte di jazz al 1Q84

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Il quartetto composto dal sassofonista Antonio Izzo, il pianista Stefano Falcone, la contrabbassista Ilaria Capalbo e il batterista Giuseppe D’Alessandro é frutto di una collaborazione tra alcuni dei talenti piú interessanti del panorama jazzistico partenopeo.
Prendendo forma dalle personalità dei quattro musicisti, gli spunti di ciascuno degli elementi del quartetto arricchiscono una tra le più classiche formazioni del jazz di sonorità contemporanee e ricercate e di elementi di novità. Ognuno, con la sua visione, cerca nell’intesa con gli altri e nell’interplay una via d’espressione.
Nei brani originali, come negli arrangiamenti degli standard della tradizione emerge il grande amore per la musica afroamericana, con una propensione all’esplorazione tipicamente europea.
Antonio Izzo e’ un sassofonista Italiano . Ha studiato “Musica Jazz” al conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella”. Durante il corso di studi al conservatorio ha avuto vari Maestri: Marco sannini, francesco Nastri, Salvatore Tranchini ecc… fra questi il più importante e stato il Maestro Pietro Condorelli con cui ha studiato : Armonia e improvvisazione . Ha inoltre studiato sassofono con daniele scannapieco e altri sassofonisti del panorama Jazzistico Italiano. Ha Suonato in varie rassegne e Jazz festival collaborando con vari musicisti di spicco del territorio. Attualmente si dedica allo studio del linguaggio Jazzistico, all attività didattica e concertistica.

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Attilio Sepe Bop quartet

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Attilio Sepe, sassofonista originario di Nola, dell’età di diciotto anni, inizia i primi studi di jazz con Giulio Martino e inizia a maturare il proprio linguaggio confrontandosi con musicisti professionisti campani.

Nonché grazie alle Jam Session organizzate nel napoletano, assumendo un caratteristico taglio post-bop.

Evolve lavorando come primo sax Tenore nella Tribunal Mist Jazz Band, diretta da Antonio Solimene, con cui prosegue i suoi studi, cominciando ad esprimere il suo linguaggio post-bop sul sax Tenore e Contralto.

Prosegue gli studi con Maurizio Giammarco, accedendo ai corsi accademici del SJU, scopre nuove sonorità rispetto al Be-bop. Qui influenzato dalle opportunità date dal panorama jazzistico Senese e Pisano.

Il progetto vuole essere una fusione tra la tradizione jazzistica campana ed il free jazz toscano. Verranno eseguiti dei brani della tradizione be-bop, degli inediti post-bop e delle sessione di improvvisazione che coinvolgeranno gli elementi del gruppo.

Attilio Sepe sarà accompagnato al contrabbasso da Aldo Capasso, al piano da Manny Fioretti ed alla batteria da Marco Mercurio.